La storia del tiralinee e del ruling pen Handwritmic
La storia del tiralinee e del ruling pen Handwritmic
Il tiralinee è uno strumento con una lunga storia che veniva usato sicuramente già nel Settecento se non anche prima (vedi n. 1, 2 e 3 in fotografia),
La storia del tiralinee e del ruling pen Handwritmic
Il tiralinee è uno strumento con una lunga storia che veniva usato sicuramente già nel Settecento se non anche prima (vedi n. 1, 2 e 3 in fotografia), come dimostra un documento ritrovato per caso in occasione di una mostra circa la figura e l'opera di un architetto e ingegnere di nome Antonio Bertola (1647-1719), a cui si devono alcune opere in Piemonte, tra cui le fortificazioni di Torino.

Si tratta di un testamento del 1715, comprendente un elenco degli attrezzi del mestiere del Bertola, e tra questi vi sono diversi esemplari di tiralinee. Costituisce una curiosa coincidenza il fatto che il Bertola fosse nato a Muzzano in provincia di Biella e Handwritmic, produttore del Brody Neuenschwander ruling pen, sia un'azienda di Biella.
Ma qual era la funzione di tale strumento? Tracciare linee di vari spessore per il disegno tecnico. Dopo aver caricato lo strumento con gouache o inchiostro di china con l'aiuto di un pennellino, aprendo o chiudendo la fessura tra le due lamine, si ottenevano vari spessori di tratto. Fino agli anni '30, finché non subentrarono i graphos e, successivamente nel '50 i rapidograph, non c'era altro modo per tracciare filetti di vari spessori. Il tiralinee come il modello n.4, con il manico di plastica nera dura è un tipico modello che si poteva trovare negli uffici tecnici fino a non molto tempo fà. In Italia il tiralinee è rimasto in circolazione per molti anni, più per abitudine che per una reale funzione: lo si trovava infatti in tutti i set di compassi. Fino ad alcuni anni fa era ancora prodotto in Germania anche in diverse varianti, per esempio con lamine apribili (per una migliore pulizia) o con la punta molto più lunga e affusolata.
È fortunato chi possiede dei tiralinee perché oramai questi strumenti sono fuori produzione in Europa, ne vengono prodotti solo in Cina. Calligraphystore ne è oramai completamente sprovvisto. Calligraphystore ne faceva anche un'interessante variante, ispirata al modello n.5, trovato da Anna Ronchi tra i fondi di magazzino di una cartoleria italiana. Questo è un incredibile modello a punta tronca, che per fare calligrafia può essere tenuto molto dritto ed è perfetto per i tratti larghi, mentre i fini si eseguono appoggiando solo la punta. Molto utile per la calligrafia è ll tiralinee 'svedese' ('swedish ruling pen'), molto ambito dai calligrafi (mod. 6 nella foto) perché le punte più larghe permettono di tracciare tratti più spessi. Il manico piatto però, lo rende molto scomodo da impugnare.

Ma chi introdusse l'uso del ruling pen nella calligrafia? Fu Friedrich Poppl (1923 – 1982), calligrafo e disegnatore di caratteri, uno degli esponenti di spicco della scuola di Wiesbaden, che una notte del lontano 1956, vinto dalla stanchezza, con un gesto spontaneo intinse direttamente nel flacone il tiralinee che aveva a portata di mano realizzando così un tratto talmente nuovo e interessante che non smise più di usarlo. Da quel momento suo suocero realizzò per lui alcune versioni modificate del tiralinee, con lamine più larghe, più rispondenti alle sue necessità. Successivamente, altri calligrafi tedeschi come Schneider e Pott adottarono anch'essi il tiralinee e lo introdussero anche in America dove Laurie Cook lo copiò e ne iniziò la produzione con il nome di “ruling writer”, con la forma cosidetta “a cipolla”; questa penna da allora non può più mancare nell'astuccio dei calligrafi. Il modello è stato poi ripreso da The Pen Artisan e viene ancora oggi prodotto da questo artigiano (vedi n. 8). Il numero 7 è invece il modello che veniva prodotto da un artigiano tedesco di cui ignoro il nome e credo esistesse ben prima del ruling writer americano.
In questi ultimi anni un ricercatore del mondo del lettering e della calligrafia come Paul Shaw, attraverso i suoi studi, ha dimostrato che diversi artisti americani del lettering della scuola di New York degli anni '20 hanno creato degli interessanti caratteri 'script' nientemeno che con il tiralinee. Erano appassionati di questo strumento perché assomigliava ad un pennello, rispetto al quale la larghezza del tratto è più controllabile pur mantenendo una grande libertà i movimenti.

Il ruling pen Handwritmic, invece, è in produzione dal 2016. Brody Neuenschwander lo ha battezzato con il suo nome quando lo ha potuto provare in prima persona. La sua firma è incisa nel metallo. Questo il suo apprezzamento: “Magnifico, favoloso! Che gioia scrivere con questa penna! Produce schizzi meravigliosi, si tiene bene in mano ed è un oggetto bello da ammirare”. Inizialmente la penna era di color oro (vedi pagina qui sotto, realizzata da Karl Rohrs), in seguito ad un trattamento superficiale particolare, poi abbandonato per via di una tecnica produttiva molto complessa. In internet girano ancora alcune foto di tale tiralinee dimostrando che chi lo possiede lo comperò molto tempo fa. Questa penna, nata con la finalità di renderla adatta ad un vasto pubblico, ha una nuova forma originale asimmetrica che facilita la tenuta (simile a quando si scrive con cannuccia con pennino). Si tratta di un nuovo strumento per la calligrafia e per il disegno con quattro funzioni: tratto calligrafico spesso, medio e fine e funzione di tracciamento di linee di tanti spessori tenendo la penna assolutamente verticale.

Inutile dire che per scrivere con questo strumento il calligrafo deve dimenticarsi le regole della calligrafia formale. È necessario quindi esplorare nuove modalità, con diverse direzioni e angoli e vari movimenti anche dal basso in alto. Questa penna è perfetta per la calligrafia espressiva, addirittura selvaggia. Gli schizzi si verificano abbastanza naturalmente ma possono anche essere indotti dai tratti dal basso in alto con adeguata pressione.
Se il tiralinee era una volta uno strumento usato dai grafici e dagli artisti di arti decorative, oggi il moderno ruling pen può essere usato per disegnare in maniera molto libera come hanno dimostrato artisti come Stefano Bonora (vedi due ritratti qui sotto) o Alì Sabet. Il BN ruling pen Handwritmic non è certamente morbido e flessibile come un pennello eppure può essere sia spinto che tirato e ruotato in tutte le direzioni; può stare in punta o può coricarsi sulla carta, con poca o tanta pressione, tutto è possibile tanto nelle mani di un artista esperto come di un giovane che lo prende in mano per la prima volta.

Ne approfittiamo per sfatare un mito: il ruling pen non è stato disegnato da Brody Neuenschwander, bensì da Anna Ronchi (calligrafa), qui in foto con Maria Eugenia Roballos, e da Domenico Rizzini (tecnico). Ognuno dei due ha contribuito con il proprio know-how alla realizzazione di questa stupenda penna che si avvia a compiere 10 anni e che probabilmente rappresenta il primo strumento di calligrafia contemporanea prodotto in Italia dai tempi d'oro dei compassi e tiralinee, settore nel quale l'Italia era leader con un distretto in provincia di Bergamo.

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